Stone Town, capitale di Zanzibar.
Cosa vedere in piena tranquillità.

Nella vostra vacanza a Zanzibar non potete perdere una visita alla capitale Stone Town. Arrivando in aereo potrete notare dall’alto tanti punti colorati e brillanti: state sorvolando l’area in cui si estende la città di Stone Town, caratterizzata da una miriade di tetti in lamiera delle abitazioni locali. Stone Town è il centro abitato più popoloso dell’isola di Zanzibar dove si trova l’aeroporto internazionale Karume e il porto turistico e commerciale. La città, oltre ad essere il punto di riferimento dell’isola, ha una grande storia e un grande passato da cui deriva il suo nome, Stone Town o città di pietra anche se i locali amano chiamarla “Mji Mkongwe” (in Kiswahili: città vecchia).

Dal 2000 è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità che racchiude nella citta vecchia tutta la sua bellezza e il melting pot culturale che si è sviluppato sull’isola nel corso dei secoli.
Zanzibar ha infatti vissuto una storia centenaria di sviluppo, occupazione, commercio.
Ora è frequentata dai tanti visitatori che affollano le sue stradine durante tutto il corso dell’anno. La visita a Stone Town siamo certi che coinvolgerà tutti i vostri sensi per la particolarità di mix di odori, sapori, rumori, colori.

LA NOSTRA VALUTAZIONE

Ecco la nostra valutazione dopo averla visitata per anni in lungo e in largo.

Consigliato
Interesse culturale
Interesse naturalistico
Adatto a famiglie
Romantico
Prezzo Visita

A nostro parere vale la pena dedicare almeno mezza giornata alla visita. Noi consigliamo di visitare Stone Town nel pomeriggio per evitare le ore troppo calde della tarda mattinata e per godere del tramonto in città. Gli amanti degli aspetti culturali troveranno interessante il tour. Potrebbe risultare meno piacevole per chi invece preferisce il relax e la natura.

E’ possibile visitare Stone Town con i bambini anche se per loro risulterà un giro un po’ pesante. Vi raccomandiamo di tenerli sempre attaccati perché ci sono vie dove la confusione è tanta e perderli d’occhio può essere un attimo.

La visita alla capitale zanzibarina non è per nulla costosa perché potete organizzarvi anche semplicemente con un tassista locale che vi verrà a prendere e vi accompagnerà durante il giro. In questo modo potrete ottimizzare la spesa.

Cenni di storia

Stone Town è la parte vecchia della capitale di Zanzibar, che troviamo a occidente dell’isola. Ha vissuto una storia centenaria di sviluppo, occupazione, commercio. Gran parte delle case in pietra corallina (da qui il nome) risale all’Ottocento, quando il sultano dell’Oman trasferì la sua capitale a Zanzibar. La città era in principio un villaggio di pescatori che in modo graduale cominciò a svilupparsi.

A quel tempo l’arcipelago di Zanzibar apparteneva al sultanato dell’Oman. Nel 1890, Zanzibar divenne un protettorato britannico nel pieno periodo di espansione delle potenze europee in terra africana. Nell’Ottocento, sotto i sultani omaniti, Stone Town fu il principale centro del commercio di spezie e il più grande mercato di schiavi dell’Africa orientale, chiuso nel 1873 sotto la pressione britannica. Nel 1890 Zanzibar divenne un protettorato britannico. Ottenuta l’indipendenza nel dicembre 1963, nel gennaio 1964 una rivoluzione rovesciò il sultano e ad aprile l’unione con il Tanganica diede vita alla Repubblica Unita di Tanzania.

Stone Town ha avuto un ruolo centrale nella tratta degli schiavi diretti verso la penisola arabica e il Golfo Persico: questa storia si ripercorre nel museo della schiavitù accanto alla Cattedrale Anglicana. Di fronte alla città si trova Prison Island: nell’Ottocento fu usata per trattenere gli schiavi, poi i britannici vi costruirono una prigione che non fu mai usata come tale e divenne una stazione di quarantena.

Dove si trova Stone Town

Stone Town è la città vecchia di Zanzibar City, sulla costa ovest di Unguja, l’isola principale dell’arcipelago di Zanzibar, in Tanzania. È a circa 15 minuti dall’aeroporto e da qui partono i traghetti per Dar es Salaam. Dalle zone di mare servono circa: 1 ora e 15 da Nungwi e Kendwa, 1 ora da Kiwengwa, 1 ora – 1 ora e 15 da Paje e Jambiani.

Stone Town è pericolosa?

Alla domanda Stone Town è pericolosa rispondiamo: no, non lo è. Son più pericolose le zone isolate dell’isola piuttosto che questo centro popolato ad ogni ora da locali e turisti. Prestate attenzione alle guide spericolate: anche all’interno delle piccole viette sfrecciano motorini. Se girate con bambini teneteli sempre per mano per evitare che si perdano nella confusione perché è un centro piuttosto caotico. Vestitevi in modo rispettoso (spalle e ginocchia coperte), soprattutto durante il Ramadan; chiedete sempre prima di fotografare le persone; tenete d’occhio borse e telefono nei punti affollati.

Stone Town: cosa vedere

Data la sua storia Stone Town rappresenta un centro di notevole interesse.
I punti da visitare oltre a passeggiare per le stradine della città vecchia, godersi un tramonto nei giardini di Forodhani, fare shopping tra le centinaia di botteghe locali, sono molteplici.
Ecco un elenco.

I giardini di Forodhani (Forodhani Gardens)

Situati proprio di fronte al Forte Arabo sono stati ristrutturati nel 2009 e sono una zona di forte frequentazione di turisti e persone del luogo. Un’area in cui rilassarsi e godere della vista degli edifici coloniali che li circondano. Ogni sera si svolge un mercatino con tipiche bancarelle locali che offrono le varie pietanze della tipica cultura culinaria zanzibarina.

Il Forte Arabo (Old Fort)

è una struttura costruita in pietra con alte mura situata proprio di fianco alla Casa delle Meraviglie (House of Wonders). Viene erroneamente spesso chiamato “forte portoghese” ma in realtà è stato edificato dagli Omaniti come struttura di difesa dai “portoghesi”. Ed effettivamente, almeno una volta nella sua storia, ha funzionato come struttura di difesa da un attacco portoghese a cui gli Omaniti sottraevano possedimenti lungo tutta l’Africa Orientale. Il Forte ha avuto parecchi utilizzi durante la sua vita ed è stato usato come prigione, caserma, deposito di materiale. Attualmente è un luogo centrale della città di Stone Town dove si svolgono parecchi eventi di importanza locale e internazionale. (vedi sez. Eventi). Al suo interno si trovano ora diversi negozi e un centro culturale che offre numerosi corsi ed attività. Nell’ampio giardino interno, adibito a teatro, si svolgono spettacoli musicali di ngoma ngoma.

La Casa delle Meraviglie (House of Wonders)

O Beit al-Ajaib in arabo, fatta costruire nel 1883 dal sultano Barghash, è uno degli edifici simbolo di Stone Town. Deve il suo nome al fatto che fu il primo palazzo di Zanzibar con la corrente elettrica e il primo dell’Africa orientale con un ascensore. Danneggiata dal bombardamento britannico del 1896, è stata residenza dei sultani, sede del governo coloniale e, dopo la Rivoluzione, del partito di governo. Oggi non è visitabile: chiusa da anni per problemi strutturali, nel dicembre 2020 è in parte crollata durante i lavori di restauro. La ricostruzione è in corso: si può ammirare solo dall’esterno, dai giardini di Forodhani.

La Cattedrale Anglicana e il museo dello schiavismo

La cattedrale si trova in Mkunazini Road. Fu voluta ed edificata dal terzo vescovo di Zanzibar, Edward Steere che è stato sepolto dietro l’altare. Ha un’insolita volte a botte e al suo interno si trova la croce di legno costruita con l’albero ai cui piedi venne seppellito il cuore di Livingstone nei pressi di lago Bangweulu in Zambia. La chiesa sorge in una zona dove in passato si svolgeva un grande mercato degli schiavi nella sua piazza. Si dice infatti che l’altare sia stato costruito proprio nel punto in cui gli schiavi venivano legati e frustati. Adiacente alla Chiesa si trova infatti il monumento agli schiavi rappresentati in fondo a una fossa e incatenati. Con lo stesso biglietto di ingresso alla cattedrale si può accedere al museo adiacente relativo allo schiavismo.

Il mercato di Darajani

E’ il punto crocevia del commercio in città. Agli occhi di tutti noi risulta essere un groviglio di bancarelle, negozi, una moltitudine di persone in movimento per svolgere le proprie compere giornaliere. Si possono trovare spezie, frutta, verdura, pesce, carne e ogni genere di piccola attrezzatura. Piccoli artigiani e rivenditori mettono in mostra con cura le loro esposizioni di merci. Al mercato di Darajani bisogna ricercare la trattativa con i commercianti. Tutti i prezzi si possono discutere per cercare di fare entrambi affari.

Casa e museo di Freddie Mercury

È a Stone Town che il 5 settembre 1946 nacque Farrokh Bulsara, per tutto il mondo Freddie Mercury, la voce dei Queen. Dal 2019 nella casa di Kenyatta Road, a Shangani, legata alla sua infanzia, c’è il Freddie Mercury Museum, con foto e ricordi della sua vita (ingresso a pagamento). Sul lungomare c’è anche il Mercury’s, bar-ristorante a lui dedicato.

Questa escursione la organizziamo noi

Stone Town: un viaggio nel tempo

Tour Stone Town

★★★★★ 4,9 · 19 recensioni

Mezza giornata Guida in italiano Transfer dall’hotel Max 8 persone

Apre la scheda del tour

La cartina di Stone Town

Cartina Stone Town Easy Zanzibar

Consigli utili per visitare Stone Town

  • ORARIO MIGLIORE

    L’ora migliore per visitare Stone Town è a nostro parere il pomeriggio, fino al tramonto. Nelle ore centrali della giornata vi consigliamo di cercare un posto dove potervi rinfrescare, bevete molto e considerate che potete acquistare bottiglie di acqua ovunque. In genere i negozi rimangono aperti da mattina a sera.

  • Tramonto

    Si consiglia sempre di fermarsi fino al tramonto. Un momento magico che si ripete quotidianamente. Vivrete il giorno che si chiude con una calma surreale..la confusione svanisce e prende piede un senso di piacevole relax. Un posto storico per godere il tramonto in città è sicuramente l’African House anche se negli ultimi anni sono nati tanti hotel con terrazza all’ultimo piano che garantiscono di poter godere del momento con ottimi drinks e buon cibo.

  • Acquisti

    Visitate tutti i negozietti di artigianato locale, ce ne sono parecchi, che vendono articoli prodotti in loco. Vanno per la maggiore maschere, tele, tessuti, Batik, Kikoy, oggetti in legno, cornici e porte intagliate. Le principali vie legate allo shopping sono Gizenga Street, Hurumzi Street, Tharia Street, Kenyatta Street. Nei piccoli negozi in genere non sono accettate le carte di pagamento.

  • Dove mangiare

    Di recente le molteplici aperture di hotel di catene internazionali nonché la crescita di ristoranti e bar offre una ampia scelta per tutti i gusti. Consigliamo di passeggiare per Shangani Street e visitare il Zanzibar Serena Inn. Ha una piacevole terrazza dove poter gustare freschi succhi di frutta o un rinfrescante gelato. Lo stile coloniale dell’hotel vi porta a una magica età passata. Troverete ristorantini locali o più internazionali in ogni angolo. Noi apprezziamo anche il caratteristico “House of spices” in Kiponda Street: offre menù vario di carne pesce e pizza, che potrete gustare su una terrazza all’aperto.

  • Cibi da evitare

    A Stone Town potete imbattervi in piccoli banchetti di locali che offrono freschi succhi di canna da zucchero, cocco e altra fantastica frutta tropicale. Troverete inoltre una moltitudine di banchetti che vendono un dolce di origine mediorientale tipicamente Omanita/Indiano chiamato Haluwa o Halua di cui gli zanzibarini vanno pazzi, un mix di spezie, semi e frutta secca. Le condizioni igieniche sono ovviamente precarie e nonostante la tentazione di provare, noi vi consigliamo di rifornirvi principalmente in strutture meglio organizzate al fine di limitare problemi gastrointestinali.

  • Evitare l’auto

    Se avete noleggiato un’auto vi sconsigliamo di recarvi a Stone Town in autonomia. Il traffico nella zona circostante ha dell’incredibile e alla guida non rispettano certo le regole a cui siamo abituati noi italiani. Chi non è abituato alla guida zanzibarina potrebbe trovarsi in difficoltà.

Servizi utili

A Stone Town trovate tutte le sedi delle banche che dispongono di Bancomat nel caso dobbiate prelevare del contante.

A Zanzibar c’è un Vice Console onorario d’Italia, che fa capo all’Ambasciata di Dar es Salaam: Stefano Totisco – emergenze +255 777 116664, WhatsApp +255 788 116664, ufficio +255 628 913334, consolato.onorariozanzibar@gmail.com.

Corrispondenti consolari: Giorgio Scudu (zona sud, +255 784 342601) e Flavio Maglione (zona nord, +255 777 877 329).

I contatti possono cambiare: verificate sempre sulla pagina ufficiale dell’Ambasciata.

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