PERIODO VIAGGIO: Febbraio 2020  |  DURATA: 10 giorni  |  TIPO DI VIAGGO: In Coppia  |  STRUTTURA: Siri Beach Lodge Nungwi – Bahati Villa Kiwengwa |  SPESA A PERSONA: € 1.500  |  AUTORE: Emanuela

È passato esattamente un mese dalla fine della mia normalità, ero appena rientrata da questo incredibile viaggio che il fato ha voluto concederci.
Siamo partiti da Malpensa il 20 Febbraio e il 21, probabilmente mentre noi eravamo ancora in volo, viene comunicato il “paziente zero” di Codogno. Tornati il 2 Marzo nel week-end del 7/8 viene firmato il primo decreto che vieta lo spostamento in diverse regioni tra cui le nostre. Io vivo a Torino, il mio ragazzo a Belluno, da allora siamo divisi, ognuno nella sua piccola casa.
Ripensandoci ora, ci rendiamo conto di quanto siamo stati fortunati e felici in quei 10 giorni e quanto e nonostante tutto sembri così lontano e quasi impossibile, rappresenti una speranza per noi come per chiunque abbia voglia di guardare il mondo con i nostri stessi occhi sognanti.

Premetto che noi ci siamo organizzati tutto in autonomia già dall’Italia e ci siamo orientati verso strutture più piccine con solo la prima colazione inclusa, ma in posizioni strategiche.
La nostra vacanza in oltre è stata suddivisa in 3 parti: 4 notti a Nungwi, 4 a Kiwengwa, 1 notte a Stone Town.

A Nungwi abbiamo soggiornato al Siri Beach Lodge, una nuovissima struttura inaugurata appena qualche mese prima del nostro arrivo da 2 carinissime e disponibilissime ragazze Baiba e Katja. Un piccolo angolo incontaminato, con stanze essenziali ma molto ben arredate ognuna col proprio balconcino in bambù, che affaccia sul rigoglioso giardino tropicale nel quale tutte le mattine è compresa una ricca colazione a base di pancake, frutta fresca, succhi, marmellate fatte in casa, porridge, scramble eggs tutto fatto sul momento e in qualsiasi quantità si desideri. A qualche passo dalla spiaggia e da tutti i principali ristoranti della zona. Comodo per qualsiasi spostamento e davvero una bella scoperta che consigliamo.

Su questa parte di isola la cena migliore che abbiamo fatto è stata proprio nel ristorante più vicino, il Waves, sul mare, a qualche metro dal Siri, semplice ma dove abbiamo mangiato il miglior pollo masala di tutta la vacanza. Carino anche il Beach Baby Lodge poco più in là da cui deve essere bello osservare il tramonto. Sconsigliato il Baraka che è sempre molto pieno, ma abbiamo mangiato del pesce che per noi non era fresco.



Ma la vera scoperta di questa porzione di isola è stata la nostra super guida locale, autorizzata, del Mbaramwezi Tour & Safari, con il quale avevo già cominciato a sentirmi via whatsapp prima di partire. Sempre disponibilissimo, puntualissimo e affidabilissimo. Con lui abbiamo fatto l’escursione a Mnemba, in cui abbiamo avuto anche la fortuna di fare il bagno con i delfini, che consigliamo sicuramente. È adatta a chi non patisce il mare perché ha una tratta di circa 45 minuti in barca che noi abbiamo fatto in un giorno di parecchio vento ed è stata lunghetta.

Poi in un giorno molto ventoso, abbiamo optato per il Tour delle Spezie e Stone Town che è un’alternativa molto interessante e carina alle escursioni di mare. Un’altra cosa organizzata alla perfezione dalla nostra guida, è stata la cena a sorpresa per i 30 anni del mio ragazzo. Una cena, interamente allestita sulla spiaggia, da fare invidia a temptation island. :) Aragoste e ottime portate di pesce fresco cucinate nel ristorante del My Blue e servite da un cameriere dedicato solo al nostro tavolo. Un trattamento davvero speciale al prezzo di una cena italiana in un ristorante medio. Assolutamente consigliata a chi, come noi aveva qualcosa di importante da festeggiare.

In assoluta autonomia, per chi sceglie di soggiornare in questa parte dell’isola, in un giorno di bassa marea, consigliamo di fare la passeggiata lungo la spiaggia da Nungwi a Kendwa. Sono solo 3 km, è fattibilissima e molto bella. Importante ricordarsi di verificare gli orari e i livelli del mare perché si rischia al ritorno di percorrere dei tratti in acqua, non alta ma è comunque senz’altro meno comodo della sabbia.



La mattina presto del 25 ci siamo spostati verso Kiwengwa. Per non perdere la giornata abbiamo deciso di scaricare solo i bagagli nel nostra successiva sistemazione il Bahati Villa e ripartire per fare pranzo al ristorante The Rock, un suggestivo locale in mezzo al mare che si può prenotare con anticipo sul sito in 2 turni a pranzo e 2 a cena. Ma prima di andare, essendo ancora presto, ci siamo fermati sulla spiaggia di Paje, poco a distante dalla nostra destinazione. Da subito ci siamo resi conto di quanto fosse cambiato il paesaggio. In questa zona il mutare delle maree ritira le sue acque e crea un panorama incredibile. Si cammina molto per trovare un punto in cui potersi immergere e, per questa condizione del mare, diverse scuole di Kite Surf fanno pratica con i turisti, mentre le donne zanzibarine si dedicano alla coltivazione di alghe.

Arrivati alla palafitta del ristorante, abbiamo fatto un pranzo con una sola portata perché il prezzo per la location si paga abbastanza. Secondo noi stando attenti a non strafare è un posto che merita perché davvero da cartolina. Il proprietario che abbiamo finito col conoscere, è un italiano che molto carinamente ci ha consigliato, già che eravamo arrivati fin lì, di andare a vedere il tramonto al Kae Funk, nell’insenatura di Michamvi. Questa zona dà sulla costa Ovest ed è quindi uno dei pochi punti strategici di quella zona per gustarsi un tramonto. Così il nostro disponibilissimo driver, dopo averci aspettato mangiare, ci ha portato alla spiaggia per goderci un po’ di relax per poi riportarci al Bahati una volta calato il sole.

Il Bahati Villa è un complesso molto carino direttamente sulla spiaggia di Kiwengwa, con camere spaziose e fresche, sono dotate di condizionatore. Hanno un piccolo patio per ogni stanza, il suo ristorante e ombrelloni e lettini a disposizione degli ospiti. Anche qui era inclusa un’abbondante colazione preparata al momento e secondo le proprie esigenze.
La proprietaria è un’italiana, di nome Pina, che è stata come noi davvero sempre molto carina e disponibile.

Su Kiwengwa, grazie al consiglio di innumerevoli persone di questa community ci siamo affidati ad Aliboni Zanzibar e il suo team del Sasaa Tours. Con loro abbiamo fatto il Safari Blue, Nakupenda e Prison island, due escursioni di una giornata intera, entrambe assolutamente consigliate. Aliboni si è dimostrato preparatissimo ci ha accompagnato in questi 2 angoli di paradiso, tra immersioni nella barriera corallina, parti storiche, paesaggi incredibili e pranzi abbondantissimi e buonissimi a base di riso basmati e cocco, aragoste, cicale, polpi bibite e frutta fresca in quantità.

Un’altra incredibile esperienza che rimarrà per sempre nei nostri cuori è stata quella all’asilo nido di Kiwengwa di Rosanna Rondelli, presidente e volontaria di Amici di Zanzibar e del Mondo Onlus. Dopo aver preso appuntamento ci siamo presentati con un trolley di materiali didattici per bambini (contattatela per sapere di cosa posso davvero avere bisogno ed evitare doppioni). Appena varcata la soglia del cortile dei meravigliosi bambini, si sono tuffati a braccia alzate verso di noi per essere presi in braccio, giocare ed essere coccolati. Curiosi, educati, di un affetto e energia travolgente, tutti vestiti di giallo, ci hanno letteralmente travolto con la loro energia e incantevole dolcezza. L’operazione di Rosanna di portare i bambini sin da così piccoli in un luogo sano, pulito, in cui possano apprendere l’educazione alimentare e di igiene personale, nonché fare lezioni in inglese e swahili è davvero un’opera lodevole che va supportata. Siamo rimasti almeno 2 orette davvero rapiti dall’autenticità di questi bimbi, che è stato davvero difficile salutare.



L’ultimo giorno di mare ce lo siamo concesso di assoluto relax e ci siamo dedicati una lunga bellissima passeggiata fino alla fine della spiaggia dalla sabbia bianchissima e soffice.

Dopo pranzo l’1 ci siamo spostati sempre con il nostro driver a Stone Town, dirigendoci alla Balcony House dove abbiamo trascorso l’ultima notte per avvicinarci all’aeroporto. Una carinissima guest house nella centralissima via della casa di Freddy Mercury, con stanze molto ben arredate in stile zanzibarino. Da lì, dopo aver fatto un ulteriore giro in città che in parte avevamo già scoperto con la precedente escursione, ci siamo dedicati all’ultimo tramonto dalla terrazza dell’ Emerson on Hurumzi. Un bellissimo hotel che domina i tetti dell’intera città. Qui abbiamo potuto gustare degli ottimi cocktail, uniti a una degustazione di piatti locali accompagnati da un concertino live di musiche tradizionali zanzibarine e africane.

Quale modo migliore per chiudere questo incredibile viaggio che ha portato grandi novità nella nostra vita e resterà per sempre nei nostri ricordi più belli. Hakuna Matata.

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PERIODO VIAGGIO: Dicembre 2020  |  DURATA: 9 giorni  |  TIPO DI VIAGGO: Solitario  |  STRUTTURA: Melik Hotel Jambiani, Atiis Garden Bungalows NungwiSPESA A PERSONA: € 1.250  |  AUTORE: Ministryfab.

Le piccole isole sono come uno scrigno, bisogna aprirlo e guardarci dentro per scoprire i preziosi custoditi all’interno per poi afferrarli perché è tutto lì a breve distanza.  E’ un  venerdì sera di un fine novembre 2019 piovoso in Italia e così mi decido prenotando un volo e tre giorni di albergo a Jambiani; partenza domenica.  Zaino, Lonelyplanet e il mio cappello che mi accompagna dagli anni 90.

E cosi mi ritrovo catapultato sull’isola domenica notte,  dove eseguo le solite pratiche del visto e l’autista dell’albergo fuori dall’aeroporto che mi aspetta. Beh guidare di notte qui devi avere 4 occhi, sarà anche la stanchezza del viaggio ma in quell’ora ero davvero felice di non dover guidare.



Vi dico subito una cosa: ho avuto un gran colpo di fortuna nel prenotare l’albergo 24 h prima e non parlo di lusso, servizi ect . Questo piccolo albergo di 6/7 stanze sul mare è davvero una chicca.  Interni in legno, di quel legno che sa di legno e che quando cammini senti lo scricchiolio  con un delizioso soggiorno con balcone vista alba. Insomma biglietto in prima fila e mi godo un’alba fantastica.

La prima giornata è un completo relax.  Psicologicamente è stata la migliore colazione della mia vita. Guardare i colori dell’oceano anche senz’acqua, un cielo azzurro, frutta fresca a volontà. A dicembre poi è il periodo buono per ananas e mango. A Jambiani il tempo passa lento: qualche passeggiata sulla spiaggia, le maree che dipingono ogni giorno un paesaggio diverso.

Arriva la sera ed il lunedì è un must: il Red Monkey Lodge organizza una serata musicale con artisti locali e se avrete occasione di guardare il mio video su Youtube capirete che è anche di  buona qualità. Qui praticamente la vita notturna non esiste si gira con le torce per il villaggio.

Il secondo giorno con un gruppo di ragazzi rumeni che soggiornavamo in albergo facciamo una veloce escursione al Kuza Cave. Una piccola grotta a pochi km dal villaggio con un’acqua talmente trasparente da sembrare vuota prima di avvicinarsi. Alla fine questo è il senso di  viaggiare da soli. Incontri persone, passi del tempo con loro, sai che probabilmente non li incontrerai mai più ma per quel giorno sono i tuoi migliori amici.

Sono stato talmente bene a Jambiani che il terzo giorno ho deciso di rimanere. Purtroppo l’albergo non aveva camere per il giorno dopo e quindi ho bussato ai vicini, dove una signora aveva 8 stanze. Facile no?

Non ricordo esattamente il nome ma il suo cuoco mi ha fatto una cena con i fiocchi. Io e il buio dell’oceano di fronte, un gatto sotto il tavolo (sono furbi qui). Pescato del giorno impannato al cocco con delle patate. De-li-zio-so!!!



Comunque non sono stato tutto il tempo ad oziare anche se non sono il tipo da escursioni ogni giorno, mi piace esplorare ma la vacanza non è una corsa!!!

Una puntata in bici a Paje dove si fa kite surf di martedì con una simpatica mandria di mucche fa su e giù per la spiaggia . Paje è un pò un posto da Point Break: easy , sportivo, birra sulla spiaggia e via. Di mercoledì invece con i miei amici rumeni dopo un caffè all’iconico Rocks Restaurant (un ristorante su uno scoglio a pochi metri dalla riva) ci siamo dedicati a girare nel villaggio e a qualche negozietto sulla via del ritorno sotto una pioggia torrenziale. Qui ho incontrato Mr Respect il fruttivendolo del paese che con 2 dollari mi ha praticamente riempito  di frutta a pranzo nella sua bottega.

Vi devo raccontare però del momento più intenso di tutta la vacanza: la serata di martedì presso un piccolo locale chiamato Tropicana gestito penso da polacchi ho assistito ad una scena meravigliosa. Durante l’esibizione di Bond un musicista di Breslavia e della sua band è mancata la corrente. No problem i ragazzi hanno continuato a suonare e la gente ha accompagnato con il battito delle mani l’esibizione nel buio più completo. E’ stato davvero un momento toccante per me.

Di Jambiani mi rimarranno le partite a calcio in spiaggia davanti all’albergo, il vociare dei bambini (tanti e a dicembre le scuole sono chiuse) e la serenità delle persone. Jambo Jambo:)

Venerdì è ora di partire per Nungwi: prenoto un albergo su booking e dopo un viaggio con un’autista simpaticissimo e con un gran ritmo musicale muovendosi sul ritmo di Harmonize (un famoso artista locale) arrivo all’Atiis Garden Bungalows. E qui la seconda botta di fortuna. Nel giardino c’è un ristorante: Les Macis. Ci suono buone possibilità che il cuoco sia il migliore della zona. Su 4 sere ho mangiato 3 volte li, anche per comodità ovviamente, ma cheesecake ai frutti tropicali, tartare di pesce, spiedini di ananas. Mamma mia ragazzi segnatevi questo nome. Ogni tanto manca la corrente questo è l’unico problema perché se attaccano il generatore si decolla e non sia mai che capiti all’ora di cena!

Lo spettacolo di Nungwi è il tramonto. C’è vita la sera, si incontra un sacco di gente, botteghe aperte, infinite partite a pallone al tramonto, musica, insomma il contrario di Jambiani; dolce e salato. Dipende dai vostri gusti.



La mattina dopo si va Kendwa una spiaggia bellissima a 3 km da Nungwi. Si può andare a piedi seguendo la spiaggia ma bisogna guardare le maree prima; fatto sta che quella mattina la marea è alta e me ne vado a piedi percorrendo un sentiero dove incontro un tipo che giaceva (qui lo stress non esiste nemmeno sul vocabolario) con la sua moto sotto un albero e mi faccio caricare. 3 km ballando sulle buche (ho notato però che nonostante le moto vecchie gli ammortizzatori sono sempre nuovi ), la polizia che ci ferma, ma alla fine Jambo Jambo arriviamo dietro il Kendwa Rocks. Un succo di canna al volo e scendo in spiaggia. Se volete fare la vacanza da spiaggia e resort a Kendwa avete solo l’imbarazzo della scelta stando sulla spiaggia sotto ombrelloni di paglia o sotto il sole (che picchia come un fabbro) e aperitivi al tramonto. Insomma siamo nel classico posto da vacanza.

Il tempo passa però, arriva la domenica e bisogna santificarla. Si va a Prison Island e Nakupenda. Queste due mete sono molto più accessibili da Stone Town ma per 50 dollari, che poi sono diventati 50 euro si va.  La piccolissima isola di Prison Island ospita questa colonia di tartarughe giganti importate dalle Seychelles nel 19esimo secolo. La più vecchia occhio e croce dovrebbe aver conosciuto Napoleone. Ha 194 anni, il guscio crepato dopo che un ramo gli è caduto addosso durante una tempesta, ma non chiedetemi in quale decennio. Insomma stanno li pacifiche a ruminare lattuga con la loro lentezza. Ah sono un po come i gatti: adorano le carezze sotto il collo e sulla testa.

Se Prison Island è piccolissima Nakupenda è minuscola. Praticamente una pennellata di sabbia che Madre Natura ha dipinto con il suo magico tocco. Si attracca e poi si passa qualche ora fino alle 3 del pomeriggio su questa lingua sotto una tenda dove le guide ci preparano un pranzo a base di pesce da leccarsi baffi e vi assicuro che non lesinano sulla quantità. Dal punto di vista economico soldi veramente ben spesi, dal punto di vista emozionale veramente appagante se si pensa che siamo a dicembre poi. Fare questi viaggi quando in Europa è inverno è ancora meglio. Forse è anche superfluo che vi descriva la bellezza di Nakupenda; provate a scriverlo su Google e vi renderete conto! Da film.

La vacanza ormai volge quasi al termine e l’ultimo giorno a Nungwi il cielo è un po terso con l’alta marea che fa dei giochi di luce abbaglianti sul mare. Giro tra le case del villaggio regalando penne e quaderni ai bambini (non regalate caramelle e cibo, litigano tra di loro), il “solito” pranzo a base di frutta dal fruttivendolo locale e qualche parola qua e là. Come a Jambiani c’è una TV in mezzo al villaggio e la gente si riunisce come una grande famiglia a guardarla.



E cosi l’ultimo giorno arrivo a Stone Town tra i suoi vicoli, le case bianche, gli alberghi, bancarelle , qualche bar dove gustarsi un drink guardando il mare  dove ho proprio la sensazione di ultimo giorno. Ricordatevi che  questo benedetto ultimo giorno  non è mai triste anzi; si chiudono tutti i ricordi in una scatola che nessuno vi potrà mai rubare. Il cuore. Prima di lasciare l’isola non potevo però non far visita al museo di Freddie Mercury che ha appena aperto. La sua piccola casa natale dove le canzoni dei Queen fanno da sottofondo osservando lettere, cimeli, foto di un grande artista. Ora è tempo di andare! Ma a Zanzibar …The show must go on!!!

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PERIODO VIAGGIO: Gennaio 2020  |  DURATA: 7 giorni  |  TIPO DI VIAGGO: Viaggio con bimbi piccoli  |  STRUTTURA: Jambiani |  SPESA A PERSONA: non specificato  |  AUTORE: Valentina.

L’arrivo della piccina ci aveva tenuto lontani dai nostri viaggi per quasi tre anni, così questa volta abbiamo voluto osare e gettarci in un’impresa che poteva essere un disastro o una fantastica avventura: per fortuna, abbiamo vissuto la seconda!

Alla ricerca di un posto in cui mettere in pausa il freddo dell’inverno, siamo finiti a Zanzibar quasi per caso, anzi, sicuramente è stata la mano del destino a volerci a Jambiani. Abbiamo prenotato i voli con Ethiopian per viaggiare soprattutto di notte e ridurre il tempo di gestione del nostro piccolo terremoto a bordo dell’aereo, anche se abbiamo avuto qualche spiacevole sorpresa dell’ultimo minuto come lo scalo non previsto al Kilimanjaro che ha allungato la seconda tratta di più di un’ora… ma è bastato sorvolare gli atolli dell’arcipelago per sentire quel mare che luccicava anche nei nostri occhi!



Il primo impatto con l’aeroporto e Zanzibar city ha creato una dose di agitazione e sfiducia iniziale subito evaporata arrivando a Jambiani: lo scenario surreale di un mare ritirato fino alla barriera corallina è estremamente suggestivo e affascinante. Il meteo non è stato il nostro migliore amico durante tutta la permanenza sull’isola, ma temporali e mareggiate notturni ci hanno regalato un panorama diverso a ogni risveglio. Le escursioni non erano state programmate prima della partenza per poter prima capire i ritmi della nostra bimba, ma dato che viveva ogni nuova scoperta con grande entusiasmo ci siamo affidati a Faustino, mitica guida del nostro resort, che ci ha accompagnato a conoscere le scimmie di Jozani Forest e i portoni di Stone Town, l’isola deserta di Niememba con un Blue Safari privato e a esplorare la costa nord fino alla splendida spiaggia di Kendwa. I tempi di percorrenza sulle strade sterrate di Zanzibar sono lunghi, ma offrono la vista di risaie, palmeti e bambini che giocano nei loro villaggi.

Pole pole, piano piano, si viene rapiti dall’atmosfera di un’Africa che ti entra nel cuore.



 

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PERIODO VIAGGIO: Dicembre 2019  |  DURATA: 7 notti  |  TIPO DI VIAGGO: Viaggio con bimbi piccoli  |  STRUTTURA: Kiwengwa Beach Resort |  SPESA A PERSONA: € 1.000  |  AUTORE: Emanuela.

Buongiorno! Volevo raccontare la mia vacanza a Zanzibar. Grazie a Elena #traveltimearona mi ha consigliato insieme a mia figlia di anni 10 questo stupendo villaggio…partiamo da Malpensa,abbiamo viaggiato di notte, arrivate scendiamo dall’aereo il caldo che ti entra nelle ossa. Inizi a sudare.. sensazione bellissima😂😂. L’unica pecca, code infinite per fare il visto,non c’è nessuna organizzazione, né aria condizionata, gente ammassata, gente che litiga, grida e svenimenti😔 Sorpassiamo il visto per €.50, saliamo sul pullman che ci porta al villaggio Kiwengwa Beach Resort, 1 ora circa.



Arrivati ci accolgono con canti e cocktail di benvenuto, posto fantastico😍😍
Avevo chiesto la camera vista mare la n.116 perfetta🔝se no la camera 406/405 Ancora più belle TOP solo con costi diversi😬
Ci accolgono gli Animatori Settemari: Mattia Mirko Michela Carol, che dire ragazzi fantastici molto attenti soprattutto per i vostri bambini, Michela gioca con i bambini dalle 10:00 fino 12:30, pomeriggio dalle 15:30 alle 17:30 ed io in totale Relax 😄🤣 STUPENDO direi…… la sera animazione per grandi e piccini con canti, balli, acrobati e spettacolo con Masai ecc….
Il cibo buono, per i bambini c’è sempre pasta in bianco, pollo alla piastra e a volte patate fritte.
Per escursioni io ne ho fatte 2:
Mnemba
Nakupenda
Spiagge paradisiache 😍😍
Il resto dei giorni relax in villaggio 😄



 

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PERIODO VIAGGIO: Settembre 2019  |  DURATA: non indicata  |  TIPO DI VIAGGO: Viaggio in compagnia  |  STRUTTURA: LalaLodge, Pemba |  SPESA A PERSONA: non indicata  |  AUTORE: Claire Azor.

Sono tornata da circa una settimana da Zanzibar e volevo farvi un piccolo resoconto sui tre giorni trascorsi a Pemba (come sapete Zanzibar è composta da due isole). Cercherò di presentare per ordine le cose.
Primo punto: come arrivarci?
Avendo tre giorni a disposizione con i miei compagni di viaggio abbiamo fatto la scelta dell’aereo (circa 25 minuti di volo) da Stone Twon, scelta costosa (circa 140euro a/r) la prenotazione un mese prima della partenza non ci ha garantito i prezzi migliori, però era la soluzione più veloce. Ho saputo poi che da Nungwi si può raggiungere Pemba con circa 2 ore di aliscafo. Da S.T esiste un traghetto ma sono 6 ore di viaggio.




Il secondo punto riguarda l’alloggio:

Pemba non è per niente turistica (ed è veramente questo aspetto che mi ha attratta e affascinata). Pertanto le scelte di alloggi son ristrette, su internet si trovano spesso resort costosi o qualche b&b a prezzi non economici. Noi siamo stati al Lalalodge di Mkoani, non mi sento di consigliarvelo, non solo perché siamo arrivati con un problema di over booking, ma sopratutto perché il gestore ci ha lasciato una pessima impressione di colonialista bianco dell’Africa del Sud trapiantato a Pemba, senza parlare delle escursioni costose da lui organizzate. Inoltre Mkoani fuori dal Lodge non offre nulla (nessun ristorante, nessun altro b&b). Vi consiglio anche di provare a chiedere a questa guida Khamis Fereji che vi potrà anche organizzare delle escursioni meravigliose a prezzi economici e ciliegina sulla torta parla benissimo italiano.



 

Questo mi porta al punto tre: cosa vedere/fare a Pemba?
In tre giorni abbiamo avuto solo un assaggio dell’isola, per esempio non abbiamo fatto in tempo a vedere le flying fox, ma ci siamo immersi in una natura e in un territorio spesso incontaminato, con pochissimi turisti, spiagge deserte, paesaggi verdeggianti e numerosissimi villaggi swahili con le case di fango. Mi sento di consigliarvi la Ngezi Forest meraviglioso parco nazionale, e Misali Island (paradiso di isola). Affidatevi ad una guida perché non perderete tempo e non sprecherete denaro inutilmente. Tre giorni ovviamente son troppo pochi, è un’isola che va girata con calma e anche i momenti di trasferta da un posto all’altro sono un continuo scoprire colori, luoghi, persone.
Pemba nel cuore.

 

 

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PERIODO VIAGGIO: Ottobre/Novembre 2019  |  DURATA: 10 giorni  |  TIPO DI VIAGGO: Viaggio in coppia  |  STRUTTURA: Amaan Beach Bungalows, Nungwi |  SPESA A PERSONA: non indicata  |  AUTORE: Eleonora Valenza.

Le emozioni provate purtroppo non si riescono mai ad esprimere perfettamente…ciò che ti lascia Zanzibar nel cuore è davvero indescrivibile!
Noi siamo partiti da Bologna con #VOLO di linea Emirates (la miglior compagnia che abbia mai visto, pasti e intrattenimento abbondanti, personale sempre disponibile, wifi a bordo gratis per 2 ore), scalo a Dubai (l’aereoporto è davvero enorme, ci vuole un’ora solo per cambiare gate per cui calcolate almeno 2/3 ore di scalo) e connessione FlyDubai, compagnia lowcost che offre solo il pasto invece. Abbiamo fatto il visto non appena scesi impiegando 10 minuti, abbiamo compilato i moduli del pagamento con carta ma alla hanno voluto i contanti a tutti i costi, scrivendo poi però che avessimo pagato con visa (hanno così guadagnato sul cambio). Ne abbiamo approfittato subito per cambiare un po’ di soldi in scellini e poi siamo andati a cercare il tassista prenotato. Ci hanno fermato dei ragazzi coi gilet gialli per accompagnarci, all’inizio pensavamo fossero dell’aereoporto ma poi abbiamo capito che in realtà volessero semplicemente una mancia.



Abbiamo alloggiato al Amaan Beach Bungalows di Nungwi, #HOTEL 3 stelle direttamente sulla spiaggia, con piscina e ristorante a palafitta. Nel complesso una bella struttura, ristrutturata da poco, con tutti i comfort nonostante il prezzo esiguo (circa 50 euro a notte la doppia). Non è un hotel per italiani, ce ne sono davvero pochissimi, per questo motivo la colazione è pressocchè totalmente salata (uova, ragù, verdure, spezzatino, fegatini…), gli unici dolci sono pancakes e toast con nutella o marmellata di fragole, e a volte dei mini cornetti vuoti o dei pezzetti di ciambellone. In compenso al ristorante si mangia molto bene, e c’è anche un bar con terrazza panoramica per vedere il tramonto, con cocktails e succhi fatti a mano buonissimi. Noi abbiamo scelto la mezza pensione, per cui a cena potevamo ordinare nel ristorante dell’hotel tutto ciò che volevamo (per questa formula si paga 50 euro a pasto) mentre a pranzo abbiamo provato i vari ristoranti presenti nei dintorni. Consigliatissimo il Baraka, miglior rapporto qualità prezzo in assoluto e servizio abbastanza rapido, cosa non da poco per l’isola.

La #SPIAGGIA davanti l’hotel è stretta, con la bassa marea accorrono i beach boys abbastanza insistenti, ma schivandoli si può arrivare a piedi fino a kendwa. Con l’alta marea invece, il mare arriva fino alla scaletta dell’hotel, da cui ci si tuffa direttamente. Per questa ragione non ci sono lettini in spiaggia ma a bordo piscina, a pochi metri dalla scaletta. Inoltre è presenta una strada interna agli hotel adiacenti che permette di passeggiare anche con l’alta marea per raggiungere i tratti di spiaggia più larghi, a pochi metri dall’hotel. In questo complesso C’è anche una gelateria italiana che non è male.



#ESCURSIONI
Giorno 1 Arrivo, sistemazione in camera, giro sulla spiaggia di Nungwi per orientarci e prendere confidenza.
Giorno 2 Gita a Ras Nungwi, avevo visto delle foto molto belle, in realtà il tassista mi ha preso per pazza a volerci andare e ha provato a sconsigliarmelo…effettivamente con la bassa marea c’era solo una distesa di alghe, non siamo nemmeno riusciti ad arrivare al mare tanto era lontano..inoltre era brutto tempo, per cui il ricordo non è dei migliori”. Abbiamo quindi optato per una sosta al Baraka Aquarium per fare il bagno con le tartarughe…esperienza bellissima anche se bisogna prendere un pò di confidenza!
Giorno 3 Safari Blu.. escursione bellissima anche se impegnativa e in gruppo, si parte alle 8 e si torna verso le 19! La guida parlava perfettamente italiano e lungo il tragitto ci ha spiegato molte usanze locali, poi siamo andati con la barca su una lingua di sabbia in mezzo al mare, a fare snorkeling, abbiamo visitato la laguna blu con acqua caldissima e mangrovie, e poi siamo approdati su un’isoletta per pranzare (grigliata mista di pesce eccezionale e abbondante) e vedere il baobab gigante. CONSIGLIATISSIMO LO SHOPPING SULL’ISOLETTA, I PREZZI SONO I MIGLIORI TROVATI A ZANZIBAR
Giorno 4 Mnemba con Salum… altra gita imperdibile, abbiamo fatto il bagno e nuotato assieme ai delfini, fatto snorkeling e poi siamo scesi su una lingua di sabbia a mangiare frutta tropicale davvero buonissima..essendo soli siamo potuti rimanere finchè la marea non ha coperto del tutto la striscia
Giorno 5 sempre con Salum abbiamo fatto il tour delle spezie (da fare solo se siete appassionati di piante e odori, altrimenti un po’ troppo turistico….molte mance e prezzi esagerati per i souvenire, gli stessi che si trovano anche fuori…diciamo che è un po’ un business, però abbiamo mangiato anche qui tanta frutta). La guida alla fine del tour ci ha accompagnati in un villaggio locale per portare vestiti, colori e fogli per disegnare…abbiamo visitato un paio di famiglie ed una scuola…il calore dei bambini è stato tale da farci scoppiare in lacrime. Da lì abbiamo proseguito per la città e ci siamo imbarcati per Nakupenda..purtroppo lì ha iniziato a diluviare per cui non ce la siamo per niente goduta, ci siamo rintanati in barca mentre il capitano preparava la grigliata sotto la pioggia…ci è sembrato un miracolo, ma quella è stata la grigliata migliore della vacanza!! Per fortuna ha smesso dopo poco e siamo andati a Prison Island a vedere le tartarughe giganti, e infine a Stone Town dove Salum ci ha guidato per i vicoli facendoci vedere i principali punti di interesse ed aiutandoci nello shopping.Sconsiglio di entrare dentro al mercato soprattutto a sera, io mi sono nauseata odori fortissimi…
Giorno 6 Gita a sud con Adam, prima tappa Jozani Forest insieme ai cuccioli dell’asilo di Kiwengwa…la foresta non è niente di che, un boschetto con qualche scimmia che gironzola e qualche albero di mangrovia, non vale i 10 euro…i bimbi dell’asilo invece sono stati dolcissimi, abbiamo distribuito adesivi e altri giochini finchè non si è fatta l’ora della merenda. Da lì siamo andati Paje/Jambiani , spiagge davvero stupende da cartolina…sabbia bianca, mare cristallino, palme….peccato ci fosse la bassa marea e non siamo riusciti ad arrivare nell’acqua alta ma solo in piccole pozze d’acqua. Ultima tappa ristorante The Rock, consigliato da vedere ma con l’alta marea, altrimenti è un comune locale sulla spiaggia…noi purtroppo abbiamo sbagliato a non guardare le maree, mangiare circondati dall’acqua deve essere spettacolare!
Giorno 7 Kiwengwa sempre con Adam, ci ha portato da Shumacher che ci ha portato con la sua barca (imbarcazione locale a remi e vela) a fare snorkeling con stelle marine e una miriade di pesci e poi a vedere la barriera corallina. I ragazzi ci hanno insegnato a prendere i ricci con le mani ed aprirli per attirare i pesci, altra gita assolutamente meravigliosa. Tornati a riva abbiamo deciso di spostarci a nord poichè la marea non si sarebbe alzata per parecchie ore pertanto non si riusciva a fare il bagno. Siamo andati a Kendwa e ce ne siamo innamorati totalmente!! Una spiaggia enorme con acqua sempre alta e cristallina….imperdibile!
Giorno 8 abbiamo deciso di tornare a Kendwa, questa volta a piedi…con l’alta marea siamo passati dalla strada, ma non lo consiglierei, ci abbiamo messo un’ora e siamo arrivati sudatissimi…ci siamo meritati un bel bagno e tanto relax
Giorno 9 Ci siamo avventurati sempre a piedi nel villaggio di nungwi, portando un altro po’ di vestiti e biscotti alla popolazione. Da lì abbiamo proseguito verso la Kilosa Conservation, ci siamo un po’ persi tra le stradine del villaggio ma nessuno ci si è mai avvicinato per chiederci anche solo un euro…meno male avevamo il telefono con le mappe per tornare sulla strada maestra! La Kilosa Conservation è assolutamente consigliata, Kennedy è un ragazzo d’oro che parla perfettamente inglese e ci ha spiegato il perchè gli animali che ha salvato sono in pericolo (alcuni per la deforestazione, altri perchè uccisi dalla popolazione perchè si pensa portino sfortuna etc..). La parte più bella sono sicuramente le scimmiette che saltano in braccio, piano piano gli offri da mangiare e fate amicizia e ti chiedono di giocare insieme a loro…sono meravigliose. Poi ci sono pitoni, camaleonti e tartarughe da prendere volendo in mano, dei piccoli cerbiatti e dei coccodrilli. Andateci, non ve ne pentirete. Pagando in scellini viene circa 8 euro, sicuramente meglio spesi della Jozani Forest!!
Unica nota negativa della giornata, nel pomeriggio ho deciso di avventurarmi da sola nel villaggio vista la tranquillità della popolazione. ho comprato dei biscotti per i bimbi ma stranamente non ce ne erano…dopo un po’ che mi giravo in torno mi hanno accerchiato un gruppo di ragazzetti (alcuni dei quali tassisti) che hanno iniziato a prendermi in giro e chiedermi di dargli ciò che avevo portato..essendo sola mi sono spaventata e gli ho lasciato tutto,l’avranno sicuramente rivenduto e io sono rimasta con l’amaro in bocca…
Giorno 10 ritorno in italia in lacrime.



 

 

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PERIODO VIAGGIO: Novembre 2019  |  DURATA: 7 giorni  |  TIPO DI VIAGGO: Viaggio in coppia  |  STRUTTURA: Villaggio Eden di Kendwa  |  SPESA A PERSONA: non indicata  |  AUTORE: Giorgia Guttadauro.

JAMBO☺️ Volevo ringraziare tutte le persone che mi hanno fornito preziosi consigli su Zanzibar e volevo ricambiare il favore scrivendo alcune informazione che possono essere utili a chi ancora non ci è stato. Premetto che Zanzibar vi rimarrà nel cuore: i colori, gli odori, i tramonti, la serenità; un posto MAGICO.

#Volo: Siamo partiti da Milano Malpensa con Neos, ottima compagnia con cui viaggiare. Abbiamo viaggiato di notte, per cui ci hanno fornito la cena e la colazione. Ci hanno dato una coperta, un cuscino e delle cuffie da utilizzare con lo schermo nella quale sono presenti film, musica e giochi. Siamo arrivati a Zanzibar la mattina presto.

#Visto: Sul volo ci avevano già consegnato i fogli da compilare per il visto (due fogli). Appena arrivati bisogna pagare le tasse, all’entrata si paga 50€ o 50$ (in uscita bisogna pagare 40€ o 40$). Consiglio di cambiare gli euro in dollari in quanto non fanno la conversione e il pos non funzionava. Subito dopo abbiamo ritirato le valige e siamo partite verso Kendwa. Viaggio in pulmino di circa 1.30h.

#Villaggio: Abbiamo soggiornato all’Eden Village Beach Resort a Kendwa. Villaggio molto bello.

La camera veniva pulita ogni giorno compresi gli asciugamani (se non si utilizzavano bastava lasciarli piegati e non li cambiavano). Adattatori già presenti in stanza. Ogni giorno ci venivano date 2 bottiglie di acqua grandi. Camera con aria condizionata e ventilatore. Fornite anche di shampoo, balsamo, bagnoschiuma e crema.

Il Wi-Fi è presente in tutta la struttura, in alcune zone prende meglio di altre però in un tale paradiso non lo utilizzerete molto.

L’animazione è molto coinvolgente, sia con giochi che con spettacoli serali. Super approvate le passeggiate organizzate ogni mattina che ci hanno permesso di vedere anche i villaggi interni. Unica nota negativa la musica che partiva alle 15.30 del pomeriggio.



Il ristorante sicuramente è da migliorare. Poca varietà di cibo e molto speziato; però, per essere in Africa è accettabile (anche se essendo stata in altri posti in Africa il cibo era nettamente migliore). Il bar, come il ristorante, poco fornito per la merenda (un tipo di biscotti, pizza e focaccia). Molto apprezzata la pasta con sughi di pesce ogni giorno diversi. In qualsiasi momento potrete prendere bottigliette d’acqua e bibite. Nel complesso, noi abbiamo sempre mangiato abbastanza bene. Invece, i dolci erano presenti in tantissime varietà; ottima la torta al cioccolato. Inoltre, in una settimana ci sono state 4/5 serata a tema. Nel complesso, ci siamo trovarti davvero bene.

Il personale è davvero eccezionale, a partire dai camerieri super gentili e sempre sorridenti, alle signore che ci pulivano la camera, ai Masai e tutte le persone che si incontrano all’interno del villaggio come i giardinieri. Il clima è molto accogliente.

#Mance: non obbligatorie ma sicuramente gradite. In aeroporto ci sono dei ragazzi che ti chiedono la mancia dopo averti portato la valigia fino al pulmino, così come i Masai quando ti portano le valige in camera. Per il resto non ci sono mai state chieste però ti viene spontaneo darle: per esempio ad ogni pasto avevamo un cameriere super gentile e sempre sorridente che ci trattava benissimo. Anche pochi euro a loro fanno la differenza.



#Spiaggia: Penso che il punto del nostro Hotel fosse il punto più bello di Kendwa. Spiaggia grandissima in corallo bianca. Il mare con le sfumature dell’azzurro. Un senso di tranquillità assoluta. Il mio consiglio è di non lasciare la spazzatura in giro per la spiaggia perché poi finisce in mare e, sopratutto, non prendete le stelle marine per fare le foto (purtroppo molti turisti lo fanno e molte volte sono gli stessi Masai o Beach Boys). Comunque, alla mattina arrivano i pescatori (non davanti alla spiaggia dell’Hotel ma affianco) che scaricano il pescato. Il clima è molto sereno e tranquillo.

Il primo giorno, appena arrivati in spiaggia, ci hanno assalito i Masai, i Beach Boys e le signore che facevano massaggi e treccine. Inizialmente, ci si innervosisce un pó; ma poi, giorno dopo giorno, diventeranno i vostri amici. I #Masai ci hanno accompagnato nelle nostre passeggiate e durante tutta la vacanza con i loro balli e canti. Da loro abbiamo comprato i souvenir e alla fine del viaggio gli abbiamo lasciato quanto più possibile. Inoltre, purtroppo solo alla fine della vacanza, abbiamo iniziato a portargli delle bottiglie d’acqua, delle marmellate, del tè, del caffè anche se non si poteva farlo. Un mio consiglio è quello di portare vestiti che non si usano più e lasciarli a queste persone, ai bambini che si incontrano fuori dal Hotel, a quelli dentro i villaggi, alle donne delle pulizie.. a tutte le persone che vivono in questa meravigliosa isola. Io mi sono pentita di non aver portato i vestiti che non uso più in quanto queste persone ne hanno davvero bisogno.

I nostri amici Masai di Kendwa: Mauro Icardi, Giovanotti e Gianni Morandi. Quest’ultimo è un ragazzo davvero gentilissimo, uno dei pochi Masai che non verrà a disturbarvi; quindi, ve lo consiglio perché davvero è un tesoro. Mi sono fatta fare una cavigliera, di quelle che usano loro tutta colorata, e poi abbiamo preso una ciotolina. Subito dopo regala al mio ragazzo un bracciale di perline molto elaborato e noi gli diamo qualche euro; dopo poco ritorna con un regalo per me, un bracciale di perline. Mi ha fatto molto piacere conoscerlo.



#BeachBoys: i BeachBoys sono i ragazzi che troverete sulla spiaggia a vendervi le escursioni. Inizialmente, sotto consigli di questo gruppo, avevamo prenotato le escursioni dall’Italia con Gianduiotto insieme ad altre due coppie conosciute su questo gruppo (ormai nostri amici). La mattina della prima escursione, i Beach Boys di Kendwa, non ci hanno fatto partire, bloccando il pulmino che ci era venuto a prendere. Così, alla fine abbiamo dovuto fare le escursioni con loro. Quindi, vi coniglio di affidarvi ai Beach Boys della spiaggia perché tra di loro, come poi ci hanno spiegato, ci sono delle regole.

#Nakupenda: Nakupenda è stata la nostra prima escursione. La mattina, come detto prima, non è partita benissimo, in quanto ci siamo trovati in una brutta situazione. Alla fine dopo circa mezz’ora siamo partiti con uno dei Beach Boys di Kendwa che, al posto di blocco della polizia, è stato arrestato (giorni dopo lo abbiamo rincontrarti in spiaggia e tutto si era risolto). Così, abbiamo continuato il tragitto fino a Stone Town dove abbiamo recuperato un’altra guida: Enry. Una giornata iniziata male che poi, però, si è conclusa benissimo. Siamo arrivati al porto dove ci aspettavamo le altre persone. In seguito al disguido iniziale, si sono fatti perdonare privilegiandoci ad ogni escursione e facendoci prezzi molto vantaggioso. Noi 6 eravamo su una barca da soli e avevamo una guida per noi. Enry, la nostra guida, era molto preparato e super disponibile a rispondere alle nostre domande. Inizialmente siamo andati con la barchetta a Prison Island dove abbiamo visto le tartarughe e i pavoni. Successivamente siamo arrivati a Nakupenda. Una lingua di sabbia in mezzo al mare dove hanno allestito un pranzo ricco di pesce e di frutta. Da un lato l’acqua del mare era bollente mentre dall’altro lato aveva delle sfumature di blu meravigliose. Un’escursione sicuramente da non perdere.

Al nostro ritorno a #StoneTown, su nostra richiesta, abbiamo fatto un giro nella cittadina tra le sue viette e, successivamente, al mercato dove abbiamo comprato le spezie e la frutta. Sicuramente conviene comprare in scellini piuttosto che in euro; però, la nostra guidata ci ha aiutato a contrattare e ci ha consigliato quali prodotti prendere e quali no. Passandoci vicino abbiamo visto di sfuggita il mercato del pesce e della carne che sconsiglio in quanto gli odori sono molto forti e sgradevoli.

#Mnemba: Penso sia l’escursione più bella in assoluto. Siamo partiti direttamente dalla spiaggia del villaggio e abbiamo raggiunto un punto nel mare dove abbiamo potuto nuotare con i delfini. Successivamente siamo andati a Mnemba dove abbiamo fatto snorkelling. L’acqua del mare era meravigliosa. Molto pulita e abbiamo visto moltissimi pesci. Dopo, siamo andati in un punto in mezzo al mare dove si toccava e lì abbiamo fatto il bagno e mangiato la frutta in acqua. Un’escursione, di nuovo, da non perdere.

Un’altra “escursione” che mi sento di consigliarvi è l’ #aperitivoaltramonto. Siamo partiti per le 17 direttamente dalla spiaggia con una barca e abbiamo costeggiato la costa. Abbiamo fatto i tuffi al tramonto, abbiamo cantato tutti insieme e ci siamo divertiti moltissimo. Super consigliata!

Per quanto riguarda i prezzi delle escursioni, inizialmente, vi diranno prezzi altissimi. Il mio consiglio è di contrattare e contrattare. Alla fine i Beach Boys di Kendwa sono diventati nostri amici, non tutti però. Non so se siano guide autorizzate o meno quindi non posso lasciarvi il nome.

Penso e spero di avervi lasciato quante più informazioni possibili. Sicuramente mi sarò dimenticata qualcosa per cui non esitate a chiedermi. E mi scuso in anticipo per eventuali errori grammaticali😁.

Ringrazio ancora una volta le persone che hanno risposto a tutti i miei post e sono davvero contenta di far parte di questo gruppo che mi ha permesso di incontrare due coppie di ragazzi con la quale abbiamo trascorso una piacevolissima vacanza♥️.



 

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